Ferrari ha chiuso il secondo trimestre con ricavi a 1.938 milioni di euro, in rialzo dell’8%, mentre l’utile ha raggiunto 463 milioni, in crescita del 9%. I ricavi da automobili e parti di ricambio si sono attestati a 1.629 milioni, in aumento dell’8%, un risultato attribuito a un mix di sports cars più ricco e a un maggiore contributo delle personalizzazioni. I ricavi da sponsorizzazioni, proventi commerciali e attività legate al marchio hanno raggiunto 209 milioni, con una crescita del 2%, dovuta principalmente alle sponsorizzazioni, sebbene l’effetto sia stato in parte compensato dalla distribuzione dei ricavi commerciali collegati al posizionamento in Formula 1 dell’anno precedente. Gli altri ricavi sono saliti del 31%, a 100 milioni, grazie soprattutto alla fornitura di motori ad altre scuderie di Formula 1.

Le attività Lifestyle hanno continuato a fare leva sull’ecosistema Ferrari attraverso attivazioni retail ed esperienziali. Eventi come Le Mans, Monaco, Silverstone e Goodwood hanno permesso di attrarre nuovi clienti, mentre il coinvolgimento presso il Museo Enzo Ferrari è stato rafforzato da iniziative come la partnership con il Jazz Open Modena, che ha ampliato la visibilità durante l’alta stagione. Nel semestre l’azienda ha registrato 3.366 vetture consegnate, contro le 3.494 dello stesso periodo dell’anno precedente «in linea con l’esecuzione del cambio di modelli già pianificato». Sul piano patrimoniale, l’indebitamento industriale netto si attesta a 131 milioni al 30 giugno 2026, a fronte di una posizione di liquidità netta industriale di 388 milioni registrata al 31 marzo dello stesso anno. Il cambiamento riflette anche la remunerazione complessiva agli azionisti, che ha superato gli 800 milioni di euro, comprendendo 599 milioni distribuiti come dividendi e 209 milioni destinati al riacquisto di azioni proprie.