La profonda trasformazione tecnologica che sta interessando i servizi finanziari e professionali porta con sé indubbi benefici in termini di efficienza, ma determina al contempo una crescita della portata e della complessità dei rischi di frode e di riciclaggio da parte delle organizzazioni criminali. Per i professionisti e i soggetti obbligati ai fini AML (Anti-money laundering), l’espansione dei canali digitali e l’uso di tecnologie emergenti richiedono un aggiornamento costante delle metodologie di prevenzione e analisi.L’efficienza della tecnologia di pagamento si traduce, in assenza di controlli, nell’efficienza del riciclaggio. Consapevole di questo assioma, l’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF) ha radicalmente riprogettato la propria mappatura del rischio. Il Provvedimento della UIF del 12 maggio 2023 (vigente dal 1° gennaio 2024) ha dotato professionisti, banche e operatori non finanziari di una bussola costituita da 34 indicatori di anomalia e svariate centinaia di sub-indici.La rilevanza di tale testo per le tecnologie è trasversale. Gli indicatori coprono il comportamento anomalo del soggetto (Sezione A), che può declinarsi in reticenza o fornitura di documentazione informatica alterata. Sul piano delle transazioni, il provvedimento sanziona operatività palesemente illogiche rispetto al profilo economico o fiscale del cliente, ponendo in evidenza l’utilizzo reiterato e sospetto di cripto-attività o anomalie nell’identificazione degli indirizzi IP e dei correspondent banking digitali.Indice degli argomenti
Antiriciclaggio, le best practice contro i rischi tecnologici - Agenda Digitale
La trasformazione digitale dei servizi finanziari aumenta efficienza e accessibilità, ma amplia anche i rischi di frode, cybercrime e riciclaggio. Per professionisti e soggetti obbligati AML diventano centrali indicatori UIF, presìdi tecnologici, controllo umano e valutazione professionale del contesto operativo









