Jannik Sinner “ha un super staff dietro di lui e non è soltanto un ragazzo maturo: di più. Anzi, mille volte di più“. Con la solita competenza e una punta di ironia, Paolo Bertolucci spiega quali sono gli elementi che hanno portato il tennista numero 1 al mondo a decidere di rinunciare al Masters 1000 del Canada, in programma a Montreal da domenica 2 agosto. Mentre Bertolucci commenta la notizia con ilfattoquotidiano.it, sul web imperversa la polemica, provocata da chi si è detto (incomprensibilmente) sconvolto dalla decisione di Sinner e lo ha criticato con tesi più o meno deliranti. L’ex tennista numero 12 al mondo e vincitore della Davis 1976, oggi voce di Sky, ha dedicato al tema anche la sua rubrica di oggi sulla Gazzetta dello Sport. Che comincia con un emblematico: “Diciamo che ci prendiamo tutti un po’ una pausa“.

Forse per via del caldo, forse per l’attenzione che Sinner riesce sempre a catalizzare, in questi giorni si è letto un po’ di tutto, soprattutto da parte di chi ha la presunzione di sapere dall’esterno cosa sarebbe meglio per il campione altoatesino. Bertolucci invece invita a fidarsi di chi segue Sinner, oltre che di Sinner stesso: “Già a Wimbledon avevo saputo che non avrebbe giocato il Masters 1000 in Canada, quindi era tutto programmato per tempo”, sottolinea. Per poi aggiungere: “Jannik fa i test fisici e bisogna vedere come sta con la testa. Sanno loro all’interno benissimo tutto quanto”. Quindi sarebbe auspicabile “fidarsi della sua programmazione”.