L’iniziativa promossa dal capogruppo del PD in consiglio regionale Ernesto Alecci unitamente a Raffaele Mammoliti e Antonio Lo Schiavo è da giorni al centro del dibattito politico. Ufficialmente l’incontro, dal titolo “Un programma per l’alternativa”, doveva rappresentare un momento di confronto sulle principali problematiche del territorio vibonese ma, come spesso accade in questo tipo di riunioni, i temi più interessanti non sono quelli dichiarati bensì quelli reconditi.
Non è casuale che il dibattito politico sviluppatosi dopo l’evento sia stato quasi totalmente incentrato sull’ipotesi di un possibile riavvicinamento dell’ex consigliere regionale Lo Schiavo al Partito Democratico, in sostanza un ritorno alla vecchia casa. Sul punto va detto che ad oggi non esistono elementi che possano supportare conclusioni del genere. L’unica certezza è rappresentata dall’allontanamento di Lo Schiavo dal partito di Fratoianni, Sinistra Italiana, mentre l’ipotizzato riavvicinamento al PD può essere inquadrato come l’auspicio di chi ritiene, a ragione, che il suo rientro in quest’ultimo avrebbe un impatto importante sia dal punto di vista qualitativo che in relazione al recupero di quella credibilità politica che l’attuale dirigenza provinciale ha fatto scemare.








