Il firmware di un mouse gaming ha a che fare non solo con la semplice assegnazione dei pulsanti: gestisce la lettura del sensore ottico, filtra il movimento, misura il tempo di pressione degli switch, genera i report USB HID e coordina radio, batteria, illuminazione e memoria interna. Eppure, anche nei modelli venduti a oltre 150 euro, tale componente resta quasi sempre una “scatola nera”: il produttore distribuisce aggiornamenti in formato binario ma non permette di esaminare il codice che determina latenza, debounce (meccanismo che impedisce a una singola pressione fisica di produrre più clic involontari) e comportamento del dispositivo.

Keychron vuole rompere questa consuetudine con ZGM (Zephyr Gaming Mouse) una base firmware pubblicata con licenza GPLv3 e pensata per mouse cablati e wireless.

L’annuncio arriva dopo oltre un decennio nel quale progetti come QMK e, più tardi, ZMK hanno trasformato il mercato delle tastiere meccaniche programmabili. Sul versante dei mouse esistono già soluzioni aperte, tra cui i dispositivi Ploopy basati su QMK e varie realizzazioni sperimentali con sensori PixArt; mancava però un progetto sostenuto da un produttore di periferiche su larga scala e progettato fin dall’inizio per le esigenze dei mouse competitivi.