| 30 Luglio 2026 11:02 |

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(Adnkronos) –

La scelta di una piscina di Tor Tre Teste, a Roma, di riservare turni e orari alle donne islamiche “è l’esatto contrario dell’inclusività”. A dirlo, in una intervista all’edizione romana del Corriere della Sera, è il vice presidente della Camera Fabio Rampelli (FdI) che a riguardo ha presentato un’interrogazione. “Anziché tutelarle – afferma – se ne avalla la segregazione e si rafforza una pratica religiosa che non ha nulla a che vedere con la laicità dello Stato”. “La piscina non è privata, ma comunale in concessione – aggiunge – e, in quanto tale, deve rispettare il regolamento di Roma Capitale, i principi costituzionali di inclusione, parità di genere e tutela della libertà. Ci siamo lamentati dei circoli sul lungotevere che escludevano l’ingresso delle donne, e ora facciamo piscine a uso esclusivo di quelle musulmane, legittimando la segregazione femminile?”.

Per Rampelli “l’integrazione non dovrebbe fondarsi sull’adattamento delle istituzioni pubbliche a precetti religiosi incompatibili con il principio di uguaglianza. Se i musulmani vogliono vivere in Italia, devono aderire ai principi dello Stato laico, nel quale donne e uomini hanno gli stessi diritti, gli stessi doveri e la stessa libertà. Questa iniziativa si è rivelata un boomerang”.