Per Luigi Di Maio il ritorno alla carica di Beppe Grillo è un segnale della battaglia legale in atto sul simbolo del M5s. Le bordate tra il fondatore e l’attuale leader Giuseppe Conte hanno risvegliato dal passato i protagonisti dei grandi fasti del Movimento, tra cui non poteva mancare l’ex vicepremier.

Luigi Di Maio sullo scontro Grillo-Conte

Il parere di Davide Casaleggio

Il commento di Danilo Toninelli

Luigi Di Maio sullo scontro Grillo-ConteOggi rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, Di Maio ha commentato il botta e risposta tra Grillo e Conte mentre arrivava alla Commissione esteri della Camera per un’audizione informale sulla crisi geopolitica in Medio Oriente.“Secondo me queste dichiarazioni sono legate al fatto che deve arrivare una sentenza sul simbolo e quindi è normale che una delle due parti utilizzi il tema dei valori fondanti, per rivendicarlo” ha detto ai cronisti riferendosi all’attacco del fondatore sulla perdita di identità del Movimento.ANSAIl parere di Davide CasaleggioL’uscita di Beppe Grillo contro il nuovo establishment del M5s è arrivata nel giorno in cui è stata rinviata a gennaio la prima udienza sul caso del simbolo del partito, di cui reclama la paternità del logo e del nome.Rivendicazioni avanzate anche da un altro padre nobile dei Cinquestelle, il figlio dell’altro fondatore Gianroberto Casaleggio, Davide, che accampa diritti sulla proprietà del simbolo M5s, legato all’Associazione fondata da lui e da Luigi Di Maio, a Roma nel 2018.“Le regole erano scritte – ha dichiarato in un’intervista al Corriere, senza voler entrare nella querelle tra Grillo e Conte – Poi chi è rimasto le ha cambiate e ne risponde davanti agli iscritti e ai giudici. Ma guardi il tema del Paese non è chi possiede un simbolo. È che più della metà degli elettori non va a votare perché vede politici occupati a contare le poltrone invece che le riforme. Il simbolo più abbandonato d’Italia è la scheda elettorale”.