Il cambio tra l'euro e il dollaro tratta sopra 1,14 a 1,1454.
Il dollaro, secondo Dbs Group Research, potrebbe essere penalizzato dalle differenze nell'orientamento comunicativo tra la Federal Reserve e le altre principali Banche centrali.
"Eliminando la forward guidance e lasciando i tassi invariati, il presidente della Fed Kevin Warsh ha trascinato la Banca centrale in una sorta di labirinto degli specchi della politica monetaria, con risultati molto volatili", afferma il senior strategist valutario Philip Wee.
Secondo l'analista, Warsh ha lasciato i mercati statunitensi "a muoversi al buio".
Al contrario, la Banca centrale europea ha mostrato maggiore compattezza nel segnalare un possibile rialzo dei tassi a settembre, offrendo così all'euro un vantaggio rispetto al dollaro.






