HomeModenaSportModena A Temù primi sprazzi di modernitàCostruzione dal basso, distanze corte e più soluzioni tattiche. Galloppa modella una squadra che guarda al futuro: solo Ambrosino è in prestitoCostruzione dal basso, distanze corte e più soluzioni tattiche. Galloppa modella una squadra che guarda al futuro: solo Ambrosino è in prestitoRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciÈ pur sempre calcio di luglio (nemmeno di agosto) ma è giusto farsi catturare dalle buone cose proposte da Daniele Galloppa. Chi aveva seguito la sua Fiorentina Primavera, un’idea l’aveva costruita ben chiara rispetto al gioco e alla filosofia. Ed è quella di un calcio moderno, termine spesso di cui si abusa e che in pochi riescono a comprendere fino in fondo perché lo si intende in maniera troppo filosofica.
Pallino del gioco, costruzione che parte dai piedi dei difensori (e anche dal portiere), distanze corte tra i reparti, la prima punta come appoggio verticale e la qualità degli esterni offensivi. Vietato forzare la giocata, crearla con il possesso una volta che la squadra avversaria alza il pressing e, di conseguenza, sorprenderla con la verticalizzazione in pochi tocchi. Col Cagliari, fino a che la condizione fisica lo ha permesso, qualcosa si è visto in tal senso. Compreso la fluidità tattica ricercata dalla dirigenza per il post Sottil: un modulo di base, intorno al quale creare soluzioni differenti. Per intenderci, a Temù il Modena ha impostato il gioco con la difesa a tre (Tonoli, Nador e Nieling) alzando i due esterni (Imputato e Zampano) e avvicinando i trequartisti alla punta (Caso e Olzer) in un 3-4-2-1 per poi difendere a quattro quando non aveva il possesso.







