«Le pressioni esercitate hanno dato i loro frutti».
Questa frase è contenuta in alcuni documenti riservati di Copa Cogeca, uno dei più grossi conglomerati industriali dell’agricoltura, a cui il Guardian e Grilled, una testata che si occupa di giornalismo investigativo sull’industria alimentare e sugli allevamenti intensivi, hanno avuto accesso esclusivo. Rallentare e affossare le proposte di legge in linea con il Green Deal è da anni un obiettivo strategico per questo tipo di organizzazioni, interessate a frenare la transizione ecologica in corso. Ma facciamo un passo indietro.
È passato poco tempo dal 2019, eppure sembrano trascorsi anni luce. All'epoca, lo scenario politico europeo si presentava come molto diverso da quello di oggi. Gli storici Accordi di Parigi del 2015 e l’esplosione del movimento Fridays for Future, lanciato nel 2018, avevano contribuito a generare un’atmosfera favorevole per una decisa svolta nelle politiche ambientali dell’Unione Europea.
L’ambizioso programma del Green Deal, presentato dalla prima Commissione europea guidata da Ursula von der Leyen solo dieci giorni dopo la sua entrata in carica, nel dicembre 2019, sembrava aprire la strada a scelte radicali in termini di lotta all’inquinamento, energia pulita, valorizzazione della biodiversità.






