Ma il percorso resta incerto. Il vero problema emerso è di vocazioneRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGROSSETO

Al momento la parrocchia continuerà ad essere affidata ai frati francescani, che resteranno a Grosseto in numero di tre religiosi. Curia vescovile e Provincia dei Frati Minori di Toscana si riservano di proseguire il dialogo per valutare decisioni future". Parole chiare, che non tolgono completamente la speranza, ma che, allo stesso tempo, rendono tutti consapevoli delle difficoltà immense che si prospettano per un futuro neanche tanto lontano. Queste parole sono state scritte ieri, in una nota congiunta del vescovo di Grosseto, monsignor Bernardino Giordano, e del ministro provinciale dei Frati minori della Toscana, fr. Guido Fineschi, dopo il colloquio avvenuto poco prima, con la presenza anche del vicario generale della Diocesi Don Pier Mosetti, e del vicario provinciale dei Frati Minori, fr. Francesco Baldini. Sono state lette, proprio dal ministro provinciale, sempre ieri, in Chiesa, durante l’incontro convocato per spiegare alla comunità della Parrocchia del San Francesco quale sarà la sorte del Convento francescano a Grosseto. Un’assemblea animata dall’amore verso una realtà radicata in città da anni, che non accetta la scomparsa del convento e che vuole impegnarsi concretamente, come è emerso dagli interventi fatti, per far proseguire il prezioso percorso dei frati in Maremma. "Il ministro provinciale - si legge nella nota della Diocesi - è giunto a Grosseto per comunicare al vescovo le decisioni prese insieme al suo consiglio, relativamente alle presenze dei frati in Toscana, dopo lo svolgimento del Capitolo provinciale, che è il massimo organismo attraverso cui un Ordine religioso definisce le linee future" e purtroppo, come ha precisato, durante l’assemblea fr. Guido Fineschi "dal Capitolo, convocato ogni tre anni, è emerso che, purtroppo, i frati sono pochi, è un problema di vocazione".