C’è un momento, nella vita di ogni diva hollywoodiana, in cui il red carpet smette di essere un tappeto e diventa un ring. È più o meno quello che succede in “Couture”, il film di Alice Winocour che mescola alta moda, malattia e crisi esistenziali con la freddezza chirurgica di chi la Fashion Week di Parigi l’ha vista da vicino. E in mezzo a tutto questo, manco a dirlo, spunta lui: Louis Garrel, l’eterno bel tenebroso del cinema francese, qui nei panni del complice/amante/spalla emotiva di turno.

Tre donne, tre vite, una settimana di moda a Parigi che le farà scontrare con le proprie fragilità. Al centro c’è Maxine Walker (Angelina Jolie), regista americana di film horror indipendenti, tutt’altro che una fan del mondo patinato della moda, anzi, lo giudica “inutile e superfluo”, ma che accetta comunque un incarico lucrativo per girare un video durante la Paris Fashion Week, perché di soldi, in mezzo a un divorzio e una figlia adolescente, ne ha bisogno. Proprio mentre è lì, le arriva una diagnosi di tumore al seno.

Attorno a lei ruotano Angèle (Ella Rumpf), truccatrice, e Ada (Anyier Anei), giovane modella al suo primo, vertiginoso ingresso nell’industria: tre donne molto diverse tra loro le cui strade si incrociano nella capitale francese, mettendo a confronto le proprie fragilità.