HomePistoiaCronacaOrsigna Arum Festival. Un’esperienza unica per praticare la pace. In armonia con la naturaI boschi cari a Terzani teatro della settima edizione del festival ’lento’ "L’urgenza del presente": tante voci autorevoli, da Lampedusa a Gaza.Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciNon solo condividerla un’idea di "pace", ma anche praticarla, trasformarla in esperienza. Semina pace chi garantisce cura e ascolto in tempi di guerra, chi porta soccorso e presenza nei corridoi umanitari, ma anche chi quell’idea la vuol far conoscere, raccontandola a quanta più gente possibile. Tanta, ma non troppa: perché a Pian dell’Osteria per l’Orsigna Arum Festival il concetto di cura e pace passa anche dalla tutela della natura che accoglie.

Così i boschi di Terzani diventano "set" per la settima edizione del festival nato da un’idea di Tommaso Corrieri, quest’anno dedicata proprio al tema "L’urgenza del presente. Seminare pace, raccogliere futuro". Si comincia oggi, in punta di piedi solo per il rispetto che si deve al contesto, ma per il resto con tutto l’entusiasmo e l’accoglienza che meritano le voci attese qui a Pian dell’Osteria.

E sono voci che fanno rumore da contesti che diremmo "difficili", come Lampedusa, con l’ex europarlamentare e medico lì impiegato Pietro Bartolo, o come Gaza, dove l’anestesista fiorentino Filippo Pelagatti ha prestato servizio. Testimonianze di pace anche da rappresentanti di Emergency, Mediterranea Saving Humans, Comunità dell’Isolotto e Marcia della Giustizia di Quarrata, ma anche dai libri e dalle canzoni con Bandabardò in un live acustico con la partecipazione dell’attrice Gaia Nanni, dalle piante e dagli alberi, dal teatro con Gli Omini e il loro "Groenlandia" a risuonare quasi precursore dei tempi che viviamo, dalla musica dell’Orchestra Multietnica di Arezzo o dalla spiritualità, nelle parole di padre Bernardo Gianni, abate di San Miniato al Monte.