Introduzione
Spider-Man: Brand New Day è il tormento e l'estasi, la maschera e il volto, un Amleto con il senso di ragno. Nel film di Destin Daniel Cretton non muore nessuno in tempo reale, e tuttavia il dolore non esce mai dall'inquadratura. Tom Holland recita in levare e non è mai stato così adulto, Zendaya duella con un ricordo che non possiede, Jon Bernthal spiazza tutti, Sadie Sink entra a carte coperte e non sbaglia una mano. New York si prende la scena fino alle cartoline dei titoli di coda, tra insegne, diner e sottoscala. Mandato in soffitta il multiverso, domani è un altro giorno. Al cinema dal 29 luglio, la recensione e il cocktail da inventare
Quello che devi sapere
Spider-Man: Brand New Day, Peter Parker come Aracne nel mito di Ovidio
Nel sesto libro delle Metamorfosi, Ovidio racconta di una fanciulla della Lidia che tesseva così bene da osare la sfida a Minerva, e che per quella tracotanza si vide distruggere la tela, si impiccò per la vergogna e venne infine tramutata in ragno, condannata a filare in eterno, sospesa nel vuoto, privata persino del nome di donna con cui l'avevano chiamata. Si chiamava Aracne. Sicché, quando le luci si abbassano e il logo Columbia sfuma sui grattacieli di Manhattan, viene il sospetto che Spider-Man: Brand New Day, in sala dal 29 luglio, sia la più fedele trasposizione mai tentata di quel mito: un ragazzo condannato a tessere, sospeso nel vuoto, che nessuno chiama più per nome















