HomeBresciaCronacaDepuratore del Garda. Impianto a Esenta da 315 milioni di euroLa presentazione del progetto di fattibilità tecnico-economica. Il prefetto-commissario: "Nella Via si valuteranno correttivi".Il prefetto Andrea Polichetti commissario per il depuratoreRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciLavori al via nel 2028, dismissione dell’attuale condotta sublacuale nel 2030, lavori conclusi nel 2035: il nuovo impianto di depurazione e collettamento dei reflui sulla sponda bresciana del Garda inizia ad avere date precise, al netto dei ricorsi. Le risorse stanziate dal ministero (90 milioni) non bastano: servono 315 milioni per l’impianto bresciano a Esenta di Lonato, con scarico nel Chiese (quando le acque depurate non si potranno usare per irrigare 700 ettari di terreni agricoli), un impianto da 200mila abitanti equivalenti, 60 km di collettori, una doppia sublacuale di 9,8 chilometri tra Toscolano Maderno e Salò, scavi in microtunnelling.

"Il commissario ha poteri derogatori con un’unica eccezione: il rispetto delle procedure di impatto ambientale. Nella Via si valuterà se c’è qualcosa da correggere", ha sottolineato il prefetto-commissario Andrea Polichetti, riferendosi alle preoccupazioni per l’impatto sul Chiese. Impensabile mantenere l’attuale sublacuale, a fine vita tecnica: la manutenzione costerebbe 5 milioni. La condotta, poi, "è sottodimensionata" spiega Sabrina Colli, direttrice tecnica di Acque Bresciane. Anche i collettori sono insufficienti: "Dopo ogni temporale, le acque risultano non conformi o non di buona qualità", dice il presidente Pierluigi Toscani. "Siamo in una situazione deficitaria che potrebbe portare a un’infrazione europea – spiega Marco Zemello, direttore Ufficio d’ambito di Brescia –. Abbiamo da poco firmato una convenzione per limitare i nuovi allacci alla fognatura".