| 29 Luglio 2026 20:54 |
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Roma, 29 lug. (askanews) – La riunione si è conclusa con un appello a “essere uniti” per essere più forti anche nella trattativa. Insomma, ad essere “un’unica falange”, come facevano i romani. Ma quello che si è tenuto a palazzo Madama tra il segretario Antonio Tajani e i senatori di Forza Italia per discutere del famoso emendamento per inserire le preferenze nella legge elettorale è stato, come confermano più testimoni, un incontro ad altissima tensione. La linea di fatto è tracciata e il vice premier lo ha detto abbastanza chiaramente prendendo la parola per una decina di minuti alla fine di due ore di discussione decisamente animata. Dare il via libera alla modifica fortemente voluta da Giorgia Meloni sarà praticamente inevitabile. “Con voto palese non possiamo non votarlo”, avrebbe sentenziato Tajani. Che, però, ha cercato anche di tenere conto delle rimostranze emerse e, proprio per questo, avrebbe invitato a mostrarsi coesi per poter cercare di incidere nella trattativa sul tipo di emendamento che sarà presentato. Non a caso è stata fissata una nuova riunione degli sherpa che si terrà tra lunedì e martedì alla quale, per gli azzurri, oltre a Stefano Benigni e Alessandro Battilocchio, che hanno gestito tutta la fase di elaborazione del testo fino ad ora, si aggiungerà anche il senatore Roberto Rosso.









