Industria.30 luglio 2026 alle 00:49Censiti quasi 4mila beni che saranno venduti o trasferiti ad altri enti
Obiettivo: vendere o trasferire i quasi 4.000 tra terreni e immobili di Igea sparsi tra Iglesiente, Guspinese e Arburese. Un patrimonio vastissimo, eredità dell’epoca mineraria, che la Regione vorrebbe trasformare in risorsa, restituendo nuova vita ad immobili inutilizzati e segnati dal tempo. Un’eredità distribuita tra San Giovanni Miniera, Masua, Nebida, Campo Pisano, compendio di Montevecchio e non solo, l’elenco è lungo e comprende beni su 28 Comuni.
Si parte
Il Piano di gestione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare di Igea è stato approvato ieri con una delibera della Giunta regionale. «Con questo Piano avviamo un percorso virtuoso che consentirà di valorizzare un patrimonio oggi non adeguatamente utilizzato – dice l’assessore regionale all’Industria Emanuele Cani – L’obiettivo è trasformare questi beni in una risorsa per Igea e per i territori che li ospitano, attraverso la vendita o il trasferimento ad altri soggetti pubblici o privati, generando nuove opportunità».
Il catalogo del patrimonio immobiliare di Igea è ricco: ci sono impianti di trattamento mineralurgico, abitazioni, uffici, magazzini, ma anche numerosi edifici storici, terreni agricoli, aree urbane edificabili, aree verdi, capannoni industriali. Tutte testimonianze della storia mineraria, tutti simboli abbandonati al loro destino, in molti casi diventati fonte di rischi potenziali per l’ambiente o per le persone. Un patrimonio non facile da gestire: anche le strutture ancora utilizzate, così come i beni di interesse culturale, richiedono manutenzioni costanti e interventi di messa in sicurezza necessari vista la storicità delle strutture.






