| 29 Luglio 2026 16:14 |

2 minuti per la lettura

ROMA (ITALPRESS) – Aran e tutte le organizzazioni sindacali rappresentative del comparto Sanità hanno sottoscritto oggi l’ipotesi di accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro 2025-2027. Il contratto interessa 592.638 dipendenti del Servizio sanitario nazionale, tra personale infermieristico, tecnico-sanitario, della riabilitazione e della prevenzione, amministrativo e dei servizi di supporto.

Sul piano economico, l’accordo prevede un incremento medio complessivo a regime di 209 euro lordi al mese, che sale a 240 euro per il personale infermieristico. Gli arretrati medi, calcolati al 31 ottobre 2026, ammontano a 1.226 euro per l’insieme del comparto e a 2.300 euro per gli infermieri. “È un risultato che va oltre i numeri, pur significativi. Rinnovare i contratti del pubblico impiego entro il periodo di vigenza, e non anni dopo la scadenza, dimostra che il sistema della contrattazione collettiva pubblica può funzionare in modo ordinato e tempestivo”, dichiara il presidente Aran, Antonio Naddeo.

“La Sanità è il comparto più numeroso del pubblico impiego e anche quello maggiormente esposto: è qui che si misura ogni giorno la tenuta del rapporto tra i cittadini e lo Stato. Le risorse aggiuntive destinate al personale infermieristico e a chi opera nei pronto soccorso riconoscono specificità professionali che era giusto valorizzare in modo strutturale, superando la logica degli interventi episodici. Un ringraziamento va a tutti i collaboratori dell’Aran – tecnici, giuristi ed economisti – che hanno reso possibile questo percorso, e alle organizzazioni sindacali, che hanno saputo tenere insieme rivendicazione e responsabilità. C’è poi un punto decisivo per il futuro. Anche nella Sanità abbiamo scelto di disciplinare per via contrattuale l’utilizzo dell’intelligenza artificiale: dall’informativa preventiva al dipendente al divieto di affidare a sistemi automatizzati decisioni sul rapporto di lavoro senza un effettivo intervento umano, fino al diritto di conoscere in forma comprensibile i criteri che incidono sulla valutazione della prestazione. Il principio fondamentale è che la responsabilità di chi decide non può essere delegata a un algoritmo. Quando l’intelligenza artificiale entra nell’organizzazione dei servizi, nell’assegnazione degli obiettivi e nella misurazione della performance, le regole devono essere definite nel contratto, dove i diritti vengono negoziati e resi esigibili. È la dimostrazione che la contrattazione collettiva sa governare l’innovazione, anziché subirla. Con la firma di oggi si completa il quadro delle intese su tutti e quattro i comparti della tornata contrattuale 2025-2027, dopo gli accordi raggiunti per Funzioni Centrali, Funzioni Locali e Istruzione e Ricerca. Per quest’ultimo comparto la parte economica e gli stanziamenti previsti dalla Legge di Bilancio sono già perfezionati, mentre prosegue la definizione della parte normativa”, conclude Naddeo.