Il presunto killer è in fuga da più di un mese, si teme possa essere fuggito all’estero e le indagini sono estese a livello internazionale. Dalla casa della strage a Casalotti mancano soldi, oro e documenti dell’unico sopravvissuto.
È trascorso più di un mese da quando si è consumata la strage di Casalotti, in cui sono morti i coniugi Kamal Uddin Jahan Momotaj e la loro figlia di otto anni, Arowa. La mattanza è avvenuta la sera del 26 giugno 2026 in una casa nel quartiere Casalotti, periferia nord ovest di Roma. Solo Amir il figlio maggiore della coppia, originaria del Bangladesh, è riuscito a salvarsi e ha trascorso alcuni giorni in ospedale per le ferite riportate.
Secondo chi indaga, l'autore della strage sarebbe Shahadat Hossain, cittadino del Bangladesh di 43 anni, svanito ormai nel nulla da quasi 40 giorni. L'attenzione della squadra mobile, diretta da Roberto Giuseppe Pititto e coordinata dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini si è subito concentrata su di lui, grazie anche alla testimonianza dell'unico sopravvissuto, che avrebbe riconosciuto il suo aggressore, essendo un conoscente della sua famiglia. Cosa manca nella casa della strage La scorsa settimana si è svolto un nuovo sopralluogo all'interno dell'abitazione a via Montiglio ed era presente anche Amir, accompagnato dal presidente della comunità islamica. Per la prima volta dalla sera del 26 giugno, il giovane è tornato nella sua casa, trovandola stavolta vuota e silenziosa.






