L’Fsb ha incriminato Pavel Durov per favoreggiamento del terrorismo, accusando Telegram di essere stato usato dall’intelligence ucraina per organizzare attentati in Russia
Mosca sembra essere entrata in piena rotta di collisione con la piattaforma social Telegram. Mercoledì l’Fsb, il servizio di sicurezza federale russo, ha annunciato di aver incriminato il suo fondatore Pavel Durov per favoreggiamento di attività terroristica, sostenendo che la sua piattaforma di messaggistica sarebbe stata impiegata dall’intelligence ucraina per organizzare attentati sul territorio russo. La risposta di Telegram è arrivata in tempi record e in modo molto diretto, facendo comparire sull’account ufficiale della società su X un’immagine del miliardario di origini russe con il dito medio alzato.
Cittadino emiratino e francese oltre che russo, il miliardario era già stato arrestato in Francia nel 2024 per la presunta mancata cooperazione di Telegram con le forze dell’ordine. Accuse che ha sempre respinto. Ad aprile, commentando un primo atto giudiziario, aveva rivendicato con ironia di essere colpevole soltanto di difendere la libertà di parola e la segretezza della corrispondenza garantite dalla Costituzione russa.










