Nei giorni scorsi il Tech Transparency Project ha ricondotto a un unico intermediario cinese una rete di 210 pagine Facebook che ha veicolato circa 30.800 inserzioni su Facebook e Instagram per applicazioni di face swap e altri strumenti di intelligenza artificiale. L'intermediario si chiama GatherOne ed � una delle agenzie che Meta autorizza a piazzare annunci per conto di clienti cinesi. Di quelle pagine, 43 hanno diffuso oltre 7.600 annunci per applicazioni che l'organizzazione ha verificato essere in grado di spogliare digitalmente una donna o di inserirne il volto in un video pornografico.
Il dato � ricavato dall'archivio inserzioni che Meta stessa mantiene sulla pubblicit� che ospita. La ricognizione si concentra sull'Unione Europea perch� il Digital Services Act obbliga le piattaforme a dichiarare chi ha tratto beneficio da un annuncio e chi lo ha pagato: in quei moduli tutte le pagine indicano GatherOne o la sua ragione sociale di Hong Kong, Hongkong Gather Wisdom Network Technology. Su 160 di esse erano ancora consultabili annunci con donne che si spogliano o simulano atti sessuali, immagini sintetiche di persone che si baciano e testi che promettevano applicazioni per adulti.








