Ha definito Netanyahu criminale di guerra e responsabile di genocidio, ammettendo però di non potere dare seguito al mandato d’arresto della Corte penale internazionale qualora mettesse piede a New York. Per parte sua, il premier israeliano ha risposto accusandolo di celebrare gli attentati del 7 ottobre 2023 e di fomentare l’odio contro gli ebrei newyorkesi, che rappresenta circa il 10% della popolazione. È scontro aperto tra il leader di Israele e il sindaco dem e musulmano della Grande Mela, accusato di antisemitismo. Una tensione che sta esasperando i rapporti con la comunità ebraica newyorchese. Netanyahu ha definito ancora una volta le accuse della Cpi “false” e ha affermato che sono state mosse contro di lui dal procuratore Karim Khan, sospeso dal suo incarico lo scorso anno dopo che è emerso che un’avvocata lo aveva accusato di violenza sessuale all’inizio del 2024. Netanyahu ha accusato Mamdani di “cercare di aizzare un gruppo contro l’altro” e ha affermato che dovrebbe invece essere il “sindaco di tutti i newyorkesi”, aggiungendo che il sindaco sostiene il genocidio. Citando lo statuto di Hamas, Netanyahu ha poi affermato che Israele “sta cercando di combattere l’organizzazione terroristica genocida”.