<p>In Italia prosegue il consolidamento dei conti, con un disavanzo che, nel 2026, viene riportato sotto il 3% del pil.

Contestualmente, però, il Paese registrerebbe quest’anno uno dei rapport<strong>i debito/pil</strong> più elevati dell'Unione europea,<strong> in aumento al 138,6%</strong>. È quanto emerge dal nuovo focus dell'Ufficio parlamentare di bilancio dedicato agli Annual Progress Reports sul raggiungimento dei Piani strutturali di bilancio dei Paesi dell’Unione europea, previsti dal nuovo quadro di governance economica europea. </p> <ul class="leggi-anche"> <li><i>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/news/cavallari-upb-ecco-come-l-italia-puo-tagliare-il-debito-senza-affondare-la-crescita-202607242009301355">Cavallari (Upb) a Milano Finanza: ecco come l'Italia può far scendere il debito e aiutare la crescita</a></i></li> </ul> <p>In generale, le relazioni sui progressi compiuti «confermano per il 2026 una <strong>crescita moderata dell'economia europea</strong> (1,4% nell'Ue e 1,3% nell'area dell'euro), in rallentamento rispetto al 2025 e caratterizzata da persistenti incertezze geopolitiche e commerciali».

Il deterioramento dei saldi, si spiega nell'analisi, «riflette il rallentamento dell'attività economica, l'aumento delle spese per la difesa, le misure temporanee adottate per fronteggiare il nuovo shock energetico e altri eventi eccezionali, come le calamità naturali». </p> <p> </p> <p>Tra le principali economie europee emergono percorsi di finanza pubblica differenziati: «<strong>Italia e Spagna proseguono il consolidamento dei conti</strong>, riportando nel 2026 il disavanzo sotto il 3 per cento del pil».