Il presidente della FIFA, Gianni Infantino, propone di aprire ai capitali privati la gestione commerciale dei Mondiali per finanziare lo sviluppo del calcio globale: un progetto che promette miliardi di investimenti ma scatena lo scontro con UEFA e federazioni, preoccupate per il futuro della competizione.
Gianni Infantino e la Coppa del Mondo.
Cinquantatré giorni per decidere il futuro del calcio mondiale. È questo il termine fissato da Gianni Infantino alle 211 federazioni affiliate alla FIFA per approvare il progetto che aprirebbe la gestione commerciale dei Mondiali ai capitali privati. Al centro dell'operazione c'è la nascita della FIFA Forward Enterprise, una nuova società destinata ad amministrare gli asset economici più redditizi dell'organizzazione, dai diritti televisivi alle sponsorizzazioni, passando per biglietteria e licenze.
Per ottenere il via libera, il presidente della FIFA ha accompagnato la proposta con una promessa economica senza precedenti. Nella lettera inviata alle federazioni viene prospettato un programma di finanziamenti che, dal 1° gennaio 2027: ogni federazione avrebbe così accesso a risorse nettamente superiori rispetto all'attuale sistema di contributi, con stanziamenti che potrebbero arrivare fino a circa 40 milioni di dollari nel prossimo ciclo di finanziamento. La Coppa del Mondo in occasione della finale dei Mondiali 2026. Come funzionerebbe il progetto e il nodo dei finanziamenti alle federazioni La nuova società riunirebbe tutti gli asset commerciali della FIFA: diritti televisivi, sponsorizzazioni, biglietteria, licensing e ricavi legati ai Mondiali maschili, femminili e al Mondiale per Club. La FIFA manterrebbe la maggioranza e il controllo delle decisioni sportive e regolamentari, ma una quota di minoranza verrebbe ceduta a fondi di investimento e partner finanziari, con una valutazione iniziale che si aggira intorno ai 20 miliardi di dollari. L'operazione consentirebbe di reperire miliardi di nuovi capitali da destinare ai programmi di sviluppo delle federazioni affiliate.










