Restano in carcere i due giovani tedeschi arrestati dalla polizia con il meccanismo della flagranza differita per i disordini avvenuti in Val di Susa il 25 luglio durante una dimostrazione No Tav. Un giudice del tribunale di Torino ha accolto la richiesta di custodia cautelare presentata dalla procura guidata da Giovanni Bombardieri. La misura era stata chiesta per devastazione, lesioni e resistenza aggravata a pubblico ufficiale. L’inchiesta è coordinata dal pm Paolo Scafi. L’impianto della procura ha retto. I destinatari del provvedimento sono due ventenni che all'udienza di convalida hanno affermato di non avere preso parte agli scontri e di essere arrivati in Valle di Susa per seguire il festival Alta Felicità. Finora sono state identificate 3.300 persone tra il campeggio di Venaus e lungo le strade della Val di Susa, dove i No Tav hanno allestito un nuovo campeggio a San Giuliano, frazione di Susa.
I due giovani sono stati fermati sulla statale 24 di Susa, a meno di otto chilometri da Chiomonte, mentre stavano cercando di raggiungere il confine: erano a bordo di un’auto insieme a due ragazze, anche loro tedesche e appena maggiorenni. Il loro bagagliaio era carico di zaino e tende. In mezzo, però, c’erano giacche, vestiti neri, guanti e maschere antigas, simili a quelli indossati da chi ha invaso il cantiere di Chiomonte.










