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Ruggiero Corcella

I risultati del nuovo rapporto dell'Istituto Superiore di Sanità. La clamidia registra l'aumento più consistente, seguita da gonorrea e sifilide. Più colpiti i maschi, tra i 15 e i 24 anni. Resta elevata anche la quota di persone con IST positive all'Hiv

Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) continuano a rappresentare un importante problema di sanità pubblica anche in Italia. È quanto emerge dall'aggiornamento dei due Sistemi di sorveglianza sentinella coordinati dall'Istituto Superiore di Sanità, che raccoglie i dati provenienti dai centri clinici specializzati e dai laboratori di microbiologia clinica fino al 31 dicembre 2024. Secondo il rapporto, nel 2024 sono state registrate 7.797 nuove segnalazioni di infezione, con un incremento del 12% rispetto all'anno precedente. Si conferma così una tendenza in crescita già osservata negli ultimi anni, dopo il rallentamento registrato durante la pandemia, e che interessa diverse tipologie di infezioni. «La tendenza degli ultimi anni delle infezioni sessualmente trasmesse è preoccupante, occorre agire su diversi livelli per invertire il trend - afferma Anna Teresa Palamara, che dirige il dipartimento di Malattie Infettive dell'Iss -. Occorre agire su più fronti contemporaneamente: sulla diagnosi e sul trattamento precoce, che riducono il rischio di contagio; sulla prevenzione, favorendo ad esempio la diffusione dei vaccini per HPV ed epatite; sulla corretta informazione e sulla sensibilizzazione della popolazione sui comportamenti da adottare per prevenire le infezioni».