Per la ministra del lavoro Calderone l’Italia resta il Paese più bello del mondo, che offre garanzie ineguagliabili nel lavoro. Ma sempre meno italiani decidono di fare figli. E così crolla al minimo storico dal secondo dopoguerra il numero delle nascite, con il Belpaese che sembra scivolare sempre di più verso una vecchiaia lenta, inesorabile e irreversibile. Nel 2025 hanno visto la luce solo 355 mila nuovi bambini, con il tasso di fecondità precipitato a 1,14 figli per donna, allontanando la Penisola dalla soglia di ricambio generazionale. Oltre il 62% delle persone che non avrà altri figli vi rinuncia per “ostacoli economici, lavorativi o sociali“, mentre quasi una donna su due (49,9%) teme conseguenze negative sulla propria carriera in caso di maternità. A questo si aggiunge il peso del welfare con oltre 3 milioni di donne inattive per motivi familiari. Sono questi alcuni dei dati più significativi del ‘Dossier Natalità 2026: Volere o Potere‘, realizzato dalla Fondazione per la Natalità in collaborazione con Istat, presentato oggi. E per la ministra per la famiglia Eugenia Roccella, “negli anni novanta il calo di natalità in Italia era già ben visibile ma, con una media di 1,19 figli per donna, molto simile a quella attuale, nascevano oltre 150mila bambini in più rispetto a oggi. Questo male viene da lontano, ma per troppo tempo non è stato riconosciuto. Anzi, la sinistra per tanto tempo ha penalizzato la famiglia e ha ignorato il problema del calo demografico”.
Solo 355mila bambini nati nel 2025: l'Italia non ha mai fatto così poco
Tasso di fecondità a 1,14 figli per donna: il crollo delle nascite in Italia tocca un nuovo minimo storico.











