Sorridendo, il presidente del Senato ha derubricato il confronto interno al centrodestra sul generale Roberto Vannacci: "Questa gara a chi è più di destra non la capisco, anche perché sulla destra non dico che la vinco a man bassa perché sarei presuntuoso… ma insomma dico che questa gara non esiste". Il tono è cambiato quando il tema è passato al reato di femminicidio, che Vannacci ha più volte definito superfluo: La Russa ha detto di non essere "per niente d'accordo" con questa posizione. "Non capire che davanti a un fenomeno eclatante come l'altissimo numero di donne uccise da chi dice di amarle, non basti richiamarsi alle leggi esistenti ma bisogna creare un reato tipico, oltre che una pena pesante, questo diventa un fatto di comunicazione, un messaggio. Non averlo capito è un errore clamoroso, anche perché non appartiene alla destra, la destra ha sempre avuto rispetto per la figura della donna, questo è sempre stato uno dei capisaldi della destra".Interrogato sull'ipotesi di una futura elezione della premier Giorgia Meloni alla presidenza della Repubblica, La Russa ha derubricato a "tabù per chi è abituato a occupare i ruoli dello Stato con argomenti pretestuosi" ogni imbarazzo sul tema, aggiungendo: "Poi se la Meloni lo voglia fare... non ci pensa nemmeno allo stato. Ma permettete che io dica che se un giorno ci pensasse sarebbe un grande vantaggio per gli italiani, dopo un grande presidente come Mattarella una grande presidente come Meloni. Prima o poi sarebbe gradita a tutto il centrodestra e a gran parte degli elettori del centrosinistra".Rispondendo a una domanda sul suo coinvolgimento nella scelta del candidato sindaco di Milano, La Russa ha rivendicato la separazione tra il suo ruolo di garanzia e la sua militanza politica, rivendicando un basso profilo rispetto ai suoi predecessori: "Quello che ho fatto per Milano e la scelta del sindaco non contrasta col mio ruolo al Senato, l'ho fatto fuori dalle mie funzioni. Grasso, Fini, Bertinotti hanno fondato dei partiti, Fanfani riuniva la corrente. Io sono quello che ha abusato meno del ruolo di presidente del Senato. Ho sempre tenuto separate le due funzioni, ma sono iscritto a un gruppo a un partito e la legge mi obbliga".Sul tema della sicurezza dei cronisti italiani, La Russa ha detto: "I giornalisti italiani spesso subiscono - soprattutto dal lato della malavita - pressioni, attentati, aggressioni e quant'altro. Poi c'è anche chi, dico, 'dagli amici come dai nemici mi guardo io, dagli amici mi guardi Dio': attento alle bombe degli amici. Una battuta ogni tanto la consentite anche a me. Quella comunque è una storia tutta da capire", in un riferimento esplicito al caso di Sigfrido Ranucci.Tornando su un altro tema di attualità giudiziaria, quello dell'imputabilità dei minori, La Russa ha ribadito che la valutazione spetta ai magistrati e non alla politica: "Spetta al magistrato, non alla Meloni o alla politica, capire se il minore è imputabile o meno. Non spetta alla politica, non spetta ai giornali, non spetta alla tessera di partito, non spetta ai capi di partito, spetta al magistrato inquirente capire se quel ragazzo, mi comprende il collega in qualità di avvocato, può essere imputato o non imputato". E ha aggiunto, accostando la norma a quella sul femminicidio: "A che serve? Come nel femminicidio, serve a dare un messaggio".Sul fronte sportivo, rispondendo a una domanda sulla scelta del nuovo selezionatore della Nazionale di calcio, La Russa ha ricordato di aver sostenuto Roberto Mancini "fin dall'inizio": "Di sbagliato, a Malagò l'ho anche scritto, c'è stato il fatto di non decidere prima, insieme a Maldini e Leonardo, i ruoli".
La Russa: "Quella di Roggero non era legittima difesa ma non c'è nessun male a sperare nella grazia. Un presidente della Repubblica di destra non è un tabù"
Il presidente del Senato, nella cerimonia del Ventaglio, tocca anche le intercettazioni, fondo Safe, legge elettorale e il "derby" a destra con Vannacci












