Uno scontro tutto a destra. Su chi è depositario della “vera destra”, come ama chiamarla Roberto Vannacci. Un “traditore”, per Ignazio La Russa. E a destra, a detta del presidente del Senato, è un “timbro” che “ti emargina”. Futuro nazionale cresce nei sondaggi e costringe il centrodestra a ragionare sull’opportunità di includere o meno l’ex generale in coalizione in vista delle prossime elezioni politiche.Per ora la parola d’ordine è “ignorare”, non dare importanza a quello che dentro Fratelli d’Italia - eredi dell’Msi, che non hanno mai scelto di dismettere quella fiamma tricolore che ardeva nel simbolo del partito di Giorgio Almirante - considerano un corpo estraneo alla tradizione della destra italiana. “Con lui abbiamo preso la decisione di non parlare”, spiega oggi La Russa in un colloquio con Il Foglio.Poi, la seconda carica dello Stato torna sull’etichetta di “traditore”. “Hanno fatto tutti la stessa fine. C’è chi raccoglieva lo 0,3 per cento, lo 0,4”. Poi, a proposito di radici storiche, ricorda quel che ordinava Almirante - padre nobile della destra a cui guarda FdI - quando La Russa era un giovane militante del Movimento sociale italiano: “Di non parlare con i fuoriusciti. Ricordo ancora il biglietto che mi mandò Donna Assunta Almirante. Un biglietto di rimprovero - spiega La Russa -. A Milano avevamo assegnato una carica a un ex esponente del MSI che era uscito dal partito. Avevamo parlato male di Almirante. Erano passati 25 anni ma Donna Assunta conservava ancora l’articolo”.Poi, un altro aneddoto. “Sapete quando ci fu la scissione di Democrazia Nazionale chi decise di non restare? Il marito di Liliana Segre. A destra uscire è un marchio di disonore indelebile, che ti emargina. Dovrebbe ricordarlo un Generale…”.
La Russa e lo scontro tutto a destra con Vannacci: "Un traditore. Con lui abbiamo scelto di non parlare"
Il presidente del Senato in un colloquio con Il Foglio ricorda quando Almirante ordinava di "non parlare con i fuoriusciti". Perché "a destra uscire è un marchi











