Terna chiude il semestre con tutti i parametri economico-finanziari in crescita e superando quota 1,5 miliardi per gli investimenti a supporto della transizione energetica in un contesto in cui le tensioni geopolitiche hanno aumentato la volatilità dei mercati energetici e delle materie prime. Così il gruppo presieduto da Stefano Cuzzilla e guidato da Pasqualino Monti ha archiviato la semestrale con ricavi in crescita dell’11,6%, a 2,1 miliardi, mentre l’Ebitda è salito del 7,9%, a 1,5 miliardi di euro e l’Ebit è cresciuto, invece, del 5,3%, a 961,4 milioni.

Investimenti sopra gli 1,5 miliardi

L’utile netto di gruppo si è attestato poco sopra i 591 milioni, in rialzo dello 0,6%. Gli investimenti hanno superato, come detto, l’asticella di 1,5 miliardi, in crescita del 19,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 e sono serviti a imprimere un ulteriore colpo d’acceleratore ad alcuni dei progetti in cantiere, a cominciare dagli avanzamenti sul Tyrrhenian Link, il collegamento elettrico sottomarino tra Campania, Sicilia e Sardegna, e quelli sull’Elmed, l’elettrodotto in corrente continua.

Cala l’indebitamento

Quanto all’indebitamento, l’asticella a fine semestre è pari a 12,6 miliardi, in calo di 374,3 milioni rispetto ai 13 miliardi circa di fine 2025. L’incremento del patrimonio netto di gruppo e la contestuale riduzione dell’indebitamento sono dovuti, spiega l’azienda nella nota diffusa a valle dell’approvazione dei risultati, all’emissione obbligazionaria ibrida perpetua green bond lanciata lo scorso gennaio.