I barili dell'Arabia Saudita sono in trappola: con la chiusura di Bab el-Mandeb dopo quella di Hormuz l'unica rotta d'uscita è a nord. Ma le petroliere pesano troppo per attraversare il Canale di Suez: devono scaricare parte del greggio nell'oleodotto Sumed e ricaricarlo in Egitto. Poi una lunga traversata tra Mediterraneo e Buona Speranza. Costi e tempi lievitano alle stelle: è partita la corsa dei Paesi del Golfo per creare nuovi bypass

Il petrolio e il gas nel Golfo abbondano, il problema è portarli a destinazione. Perché passi uno, ma due colli di bottiglia - Hormuz all’uscita del Golfo Persico e Bab el-Mandeb tra Mar Rosso e oceano Indiano - sono decisamente troppi. Con l’annuncio degli Houthi della chiusura a sud dello Yemen alle navi saudite (e magari presto anche a quelle con greggio di altri Paesi) anche il bypass offerto dal porto saudita di Yanbu (che utilizzando l’oleodotto Petroline evita Hormuz) comporta costi enormi, obbligando a trasportare il greggio saudita nel Mediterraneo e da qui fargli circumnavigare l’Africa per arrivare in Asia impiegando oltre 30 giorni di navigazione aggiuntiva.