Ieri Libero titolava a caratteri cubitali: “Arrestato rom quattordicenne: il primo con il decreto anti maranza”. Matteo Salvini postava la foto della pagina di giornale sul proprio profilo Facebook chiosando: “Dalle parole ai fatti. Grazie Lega!”. Non si sa chi tra i due sia il più in malafede o il più ignorante, se il quotidiano diretto da Alessandro Sallusti o il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture. Non commenterò il messaggio ignobile di giubilo per un ragazzino arrestato, né l’uso disgustoso del linguaggio. Mi limiterò a fare un minimo di banale fact checking, giusto per capire se quella frase abbia un qualche senso o meno.

Non esiste alcun decreto recente, tale da produrre il suo primo arresto, che si sia visto attribuire l’orrendo nome giornalistico di “anti-maranza”. Esistono invece ben due disegni di legge di iniziativa governativa, approvati dal Consiglio dei Ministri a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro. Il secondo, cui probabilmente Libero si riferisce, è di cinque giorni fa. Essendo un disegno di legge, non è ovviamente operativo. Per fortuna abbiamo ancora qualche parvenza di parlamentarismo e dovrà passare l’esame delle Camere. Nessuno può oggi essere arrestato – né può fare nessuna altra cosa – come effetto di quelle norme. Se Libero non lo sa, è ignorante. E un quotidiano ignorante, che ignora le notizie che dovrebbe dare, è qualcosa di piuttosto inutile. Ma se non lo sa un ministro della Repubblica, parte di quel governo che ha redatto le norme, la situazione è più grave.