Doveva essere una iniziativa che rendeva memoria ad una figura di riferimento della Resistenza come Pompeo Colajanni, il “comandante Barbato”, e ad un imprenditore che ha segnato la storia della mobilità locale e regionale come l'ingegnere Alessandro Scelfo, ma la scelta del sindaco Mirello Crisafulli di intitolare delle strade e piazze della città ai due si è rivelata un boomerang e terreno di scontro istituzionale, per altro non nuovo come nel caso della Soprintendenza di Beni Culturali.
Le voci giravano già da qualche giorno ma ieri il caso è esploso in tutta la sua potenza da chi racconta di un Soprintendente risentito e nella giornata di ieri si sono aggiunte pure le indiscrezioni di un intervento di fuoco dalla Prefettura.
Fulcro di tutto è il modus operandi del Comune sulla Toponomastica.
A confermare che quelle voci ci sono ed hanno anche un certo peso nella politica locale ed in città, è l'intervento dei consiglieri comunali Paolo Gargaglione e Giusi Macaluso i quali esprimono «piena solidarietà e sostegno alla Soprintendenza per i Beni Culturali di Enna e al Soprintendente, oggetto di un attacco istituzionale tanto ingiustificato quanto inaccettabile da parte del sindaco Crisafulli».










