Legambiente conferma la situazione difficile e i guasti dell’erosione: in sedici anni in Basilicata, per colpa di undici eventi estremi, persi 41 chilometri di spiagge
L’URBANIZZAZIONE avanza, le coste arretrano. È, in estrema sintesi, quanto appurato da Legambiente nel Report Spiagge, stilato congiuntamente all’Osservatorio Città Clima sulla Basilicata. Sì, perché il problema non è solo il cambiamento del clima terrestre, pur parte integrante delle modifiche che hanno progressivamente visto protagonista il territorio costiero italiano. L’avanzamento del fronte antropico, infatti, ha contribuito quanto la crisi climatica globale a rendere i lidi italiani sempre più soggetti all’azione progressiva di livellamento compiuta dal mare, generando situazioni di particolare criticità.
La Basilicata, ad esempio, nel periodo compreso tra il 2006 e il 2020 ha perso 41 chilometri di spiagge. Il che significa, per un territorio di piccole dimensioni ma con affacci su due differenti mari, aver detto addio al 51,6% del litorale, dimostrandosi terra fragile e sensibile alla mancata conciliazione tra iniziative urbanistiche e necessità di salvaguardia delle coste. In questo senso, la stessa Legambiente lucana ha suonato l’allarme, ponendo l’accento sul fenomeno di erosione dei lidi nell’ottica della necessità di azioni efficaci per l’adattamento climatico. Anche perché, nei 16 anni trascorsi tra il 2010 e il 2026, sono stati ben 11 gli eventi estremi registrati sul territorio lucano. Il che, chiaramente, collocherebbe la regione alle ultime posizioni in termini assoluti ma, in relazione all’esiguità del proprio territorio costiero, l’emergenza risulta chiara.










