di
Davide Stoppini
Oggi, alla presentazione ufficiale di Mancini e Ranieri, dovremmo sapere chi dei due l'avrà spuntata
Mettiamola così: la vita offre sempre una seconda opportunità. Cosa è la Nazionale per sfuggire a questa regola? Eccoci qui, rieccoci qui: Roberto Mancini è il nuovo/vecchio commissario tecnico dell’Italia. L’uomo che ha vinto l’Europeo 2021, ma pure quello che pochi mesi dopo ha fallito l’approdo al Mondiale 2022 e quello che dovrà riportare l’azzurro al Mondiale 2030. Il presidente del Club Italia e direttore tecnico, al posto del fu Paolo Maldini, che ha mollato prima di subito la baracca, è Claudio Ranieri.
L’eterno Claudio, 74 anni, quello che — era il 10 giugno 2025 — disse no alla proposta di Gravina di allenare la Nazionale in virtù del contratto da senior advisor con la famiglia Friedkin e dunque con la Roma. E che adesso invece dice sì: a lui il compito, non semplice, di fare il dirigente e stavolta per davvero, non con quell’antipatico ruolo ibrido vissuto in giallorosso nell’ultima stagione. A lui anche l’onere di dialogare con i club, di tenere i rapporti con tutti gli allenatori (già, pure Gasperini) e i convocabili in giro per il mondo.











