Il lancio di Vega-C che ha portato in orbita il satellite Smile
Contenuto tratto dal numero di luglio 2026 di Forbes Italia. Abbonati!
C’è di che sorridere all’alba di un giorno nuovo e di tante prime volte. In particolare perché l’alba era europea — le 5.52 in Italia — quando, il 19 maggio, il lanciatore dal cuore italiano Vega-C si è staccato da terra e ha squarciato il cielo ancora buio di Kourou, nella Guyana Francese. Portava in orbita Smile, un satellite progettato per osservare le interazioni tra il vento solare e la magnetosfera terrestre.
A terra, accanto ai colleghi europei, osservava l’ascesa uno stuolo di ingegneri e scienziati cinesi, arrivati apposta nel centro spaziale da dove decollano tutte le missioni in testa a vettori made in Europe, civili e militari. Era da almeno quattro anni che lì non si incontrava una simile concentrazione di esperti da un blocco geopolitico distante dal nostro. Fino al 2022 c’erano i russi, con le Soyuz pronte al decollo. Dopo l’invasione dell’Ucraina, il Centre Spatial Guyanais è diventato uno spazioporto occidentale.
Era la prima volta per Avio, l’azienda italiana che costruisce il Vega-C, nel ruolo di fornitore dei servizi di lancio del proprio razzo — prima, i voli erano commercializzati da Arianespace — con un’esecuzione perfetta che per l’amministratore delegato, Giulio Ranzo, fresco di rinomina, significa “piena maturità di chi fa questo mestiere da 14 anni. Gestire le operazioni di lancio significa assumersi una responsabilità anche maggiore nel rispetto della sicurezza del volo spaziale, una di particolare difficoltà”.







