Le auto in circolazione sulle nostre strade continuano ad aumentare, ma le serrate dei garage artigiani aumentano. Nell’ultimo decennio il settore dell’autoriparazione nella nostra provincia ha subito un vero e proprio terremoto, vedendo sparire il 12% delle officine indipendenti. Un taglio netto che ha ridotto ad appena 500 le realtà attive sul territorio, tra riassorbimenti, consolidamenti e serrande abbassate per sempre.

È la fotografia scattata dal report di categoria stilato da Cna Forlì-Cesena, che mette a nudo una filiera al bivio, stretta tra l’esplosione dei costi, la rivoluzione tecnologica e un’inquietante carenza di ricambio generazionale.

A complicare la vita ai meccanici di quartiere e di provincia è una doppia morsa. Da un lato c’è l’incalzare della tecnologia: tra motorizzazioni ibride, sistemi di assistenza alla guida Adas, schede elettroniche e batterie di ultima generazione, gli interventi richiedono strumentazioni sempre più costose e aggiornamenti continui. Dall’altro peso pesa l’impatto dell’inflazione, con il prezzo dei pezzi di ricambio schizzato verso l’alto del 15% nell’ultimo periodo, comprimendo all’osso i margini di guadagno degli artigiani.

A questo quadro si aggiungono le tensioni dei mercati internazionali: la dipendenza dall’Asia per le componenti delle auto elettriche e l’irruzione sul mercato italiano dei marchi cinesi, pronti a vendere vetture a prezzi decisamente aggressivi.