HomeGrossetoCronacaUccise la madre undici anni fa. Nessuna revisione del processo per il figlio condannato a 17 anniLa Cassazione ha messo la parola fine alla vicenda giudiziaria seguita alla morte di Donata Muccio. I giudici della Suprema Corte: "Non ci sono elementi nuovi per riaprire il caso".L’omicidio di via Sauro (Foto Aprili)Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciGROSSETO Undici anni dopo il tragico 24 ottobre 2015, si scrive la parola fine sulla vicenda giudiziaria di Giuseppe Di Gioia. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato contro la decisione della Corte d’Appello di Genova, che aveva già rigettato la richiesta di revisione del processo. Per gli ermellini non esistono elementi nuovi che giustifichino una riapertura del caso: quanto prodotto dalla difesa rappresenta solo una diversa interpretazione di prove già ampiamente esaminate nei tre gradi di giudizio, e non una prova scientifica inedita.
La storia di questo delitto inizia quel sabato autunnale in un appartamento di via Sauro. Il ritrovamento del corpo dell’85enne Donata Muccio, circondato da un caos simulato, aveva fatto pensare inizialmente a una rapina finita nel peggiore dei modi. Ma i dubbi degli investigatori della Squadra Mobile trovarono riscontro negli accertamenti medico-legali, che portarono a una verità ben diversa: la donna non era vittima di un ladro, ma di una violenta colluttazione con il figlio, Giuseppe Di Gioia, scaturita per questioni di denaro. Secondo la ricostruzione accusatoria, confermata dalle sentenze, la pressione esercitata sul collo della donna avrebbe innescato uno choc cardiocircolatorio letale, data la sua fragilità. Il tentativo di inscenare un furto si rivelò un inutile depistaggio. Nel 2019, Di Gioia venne condannato a 17 anni e 6 mesi per omicidio preterintenzionale e furto. Una condanna diventata definitiva nel dicembre 2023.






