Come si immagina, assessora, la Riviera fra trent’anni? "Me la immagino capace di vivere tutto il giorno e anche la sera, forse ancora più di oggi. Una spiaggia che all’alba si accende lentamente, con persone che fanno yoga sulla sabbia, attività legate al benessere e allo sport; poi, durante la giornata, occasioni diverse di svago e relax in stabilimenti balneari più grandi, più attrezzati e più flessibili. E la sera una Riviera che cambia volto: luci, musica, intrattenimento, sport sulla spiaggia, luoghi aperti e sicuri dove si possa stare bene anche nelle ore più fresche".
E la spiaggia? "Vedo stabilimenti balneari sempre più integrati con il resto della città: dalla spiaggia si potrà arrivare ovunque a lungomari riqualificati, connessi con percorsi pedonali e ciclabili ai centri storici e all’entroterra. Immagino una destinazione in cui il turista non venga solo per ‘andare al mare’, ma per vivere un’esperienza completa, fatta di paesaggio, relazioni, qualità urbana, cultura, sport, enogastronomia. E immagino che il mare e la spiaggia saranno vissuti anche in periodi diversi dalla tradizionale stagione estiva".
E gli hotel? "Li immagino sempre più personalizzati e capaci di parlare a turisti molto diversi tra loro. Camere, servizi e ristorazione pensati per famiglie, giovani, sportivi, viaggiatori business, persone che cercano benessere o soggiorni più lunghi. Penso anche a strutture capaci di accogliere una clientela sempre più internazionale. La Riviera del futuro dovrà essere questo: un luogo capace di cambiare ritmo durante la giornata senza perdere la propria identità. Una Riviera più internazionale e più sostenibile, ma ancora riconoscibile per quella capacità di accogliere, far sentire a casa e costruire relazioni che da sempre rappresenta la nostra forza".






