HomeCultura e spettacoliL’Antidote, trio di virtuosi: "La bellezza come rimedio"Tre orizzonti sonori differenti, tre patrimoni popolari diversi, tre ‘mondi lontanissimi’, per citare Battiato, che si intrecciano con leggerezza, dialogano,...Il trio L’Antidote al festival MundusRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciTre orizzonti sonori differenti, tre patrimoni popolari diversi, tre ‘mondi lontanissimi’, per citare Battiato, che si intrecciano con leggerezza, dialogano, invitano all’esplorazione. Questo succede nei concerti del trio L’Antidote, formato da straordinari virtuosi del loro strumento, Bijan Chemirani (percussioni, oud), iraniano, Rami Khalifè (pianofore, elettronica), libanese e Redi Hasa, albanese, violoncellista, da molti anni stretto collaboratore di Ludovico Einaudi. Il gruppo si esibirà questa sera (alle 21), all’interno del Festival Mundus, nel Cortile del Palazzo dei Principi di Correggio.

Hasa, siete tre artisti provenienti da paesi diversi, come vi siete incontrati? "Tutto nasce da una idea di Titti Santini, il responsabile di Ponderosa, manager, tra i tanti, di Ludovico Einaudi. Tre musicisti che non hanno nulla in comune tra loro e che non parlano la stessa lingua. Il nostro incontro e i brani che abbiamo registrato, e che poi sono diventati l’esordio, sono la dimostrazione di come la musica sia un linguaggio universale, che unisce, al di là delle latitudini e della formazione culturale personale".