| 28 Luglio 2026 20:39 |
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Roma, 28 lug. (askanews) – Si profila un nuovo braccio di ferro in maggioranza sulla legge elettorale. Sui tempi dell’esame al Senato ma soprattutto sull’entità delle modifiche da apportare in seconda lettura alla riforma già approvata alla Camera. Da un lato Fdi che vuole fissare il termine per gli emendamenti prima della pausa estiva e che, su impulso della premier Giorgia Meloni, vuole inserire le preferenze bocciate con il voto segreto a Montecitorio. Dall’altro Forza Italia che ritiene “giusto non correre” e che domani in un’assemblea dei senatori con il leader Antonio Tajani dibatterà sì sulle preferenze, ma anche, una volta riaperto il cantiere della riforma, sulla possibilità di presentare altri emendamenti su altri punti del testo.
Secondo Tajani, “si sta facendo una tempesta in un bicchier d’acqua. Le preferenze non sono l’elemento essenziale della riforma. La riforma ha come obiettivo la stabilità”. In ogni caso “non abbiamo ancora nessun emendamento” e se e “quando lo presenteranno noi lo esamineremo senza pregiudizi ma senza neanche coercizioni. Valuteremo il da farsi, così come abbiamo fatto quando è stato presentato alla Camera”.






