| 28 Luglio 2026 21:17 |
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Roma, 28 lug. (askanews) – Tutto deciso. Anzi no. In audizione nelle Commissioni parlamentari, Antonio Tajani manda in fibrillazione la maggioranza sul ricorso al SAFE per finanziare le spese militari. “Abbiamo deciso di utilizzare SAFE chiedendo un intervento di 14,9 mld. Entro la fine dell’anno formuleremo la nostra proposta”, sono le parole pronunciate dal ministro degli Esteri. A stretto giro la precisazione: “Abbiamo prenotato 14,9 miliardi, quanti ne useremo lo decideremo a fine anno, probabilmente saranno di meno, forse sei-sette-otto o nove”, dice ancora il vice premier lasciando l’audizione. Quanto basta comunque per indurre la Lega, poco dopo la precisazione di Tajani, a ribadire i suoi paletti: “Sull’uso dei fondi SAFE l’ultima parola spetta al Parlamento”.
Perchè la ‘fuga in avanti’ di Tajani va a toccare un nervo scoperto nella maggioranza, alla ricerca di risorse per gli interventi contro il caro energia e per altri capitoli più attraenti dal punto di vista del consenso. Ecco allora che la precisazione di Tajani arriva immediatamente, e – assicurano dall’esecutivo – senza bisogno di ‘pressioni’: “Tajani si è semplicemente sbagliato”, spiega un altro ministro, assicurando che non c’è stato bisogno di sollecitarlo a ingranare la retromarcia. E già nella stessa audizione il ministro della Difesa Crosetto aveva spiegato che il Safe è “uno strumento puramente tecnico di finanziamento della spesa militare, non aggiuntivo di quella prevista dal bilancio. Per cui in Italia il Safe è un’alternativa ai Bot, ed è una scelta totalmente tecnica”. La “scelta politica” invece “sarà lo scostamento di bilancio che voteremo, se lo voteremo, a settembre: lo 0,9 per la difesa, lo 0,6 per l’energia”.










