Trasporti29 luglio 2026 alle 00:48A Cagliari gli autisti dell’hinterland esclusi nonostante le code infinite
Code, attese infinite dopo ore di volo, turisti spaesati all’arrivo nella corsia di sosta vuota. Scenario che si ripete quasi ogni notte nell’aeroporto di Cagliari-Elmas - soprattutto d’estate - quando i taxi diventano un miraggio e si lascia spazio ai “traghettatori” abusivi di passeggeri verso hotel o di rientro a casa. E i tassisti con regolare licenza di Quartu, Pula, Assemini e Capoterra - esclusi dal circuito fatto di pass e stalli dedicati dentro lo scalo - protestano: «Lasciateci lavorare», chiedono, «la notte i passeggeri che atterrano all’aeroporto restano a piedi, e a noi viene impedito di prestare un servizio pubblico».
Esclusi
Taxi quartesi e dell’hinterland fuori dall’aeroporto, dal porto, e dal capoluogo. «Eppure la normativa nazionale, se la si vuole interpretare nel modo giusto, parla chiaro», sottolinea Simona Barbarossa, presidente di Taxi Amico di Quartu, il consorzio con sede nella terza città dell’Isola che mette insieme otto tassisti e dieci autisti. Il riferimento è alla legge quadro del 1992, la numero 21, che disciplina il servizio taxi.
L’articolo 2 - nello specifico - parla del prelevamento dell’utente che deve avvenire «all’interno dell’area comunale o comprensoriale». Quindi un ragionamento di servizio metropolitano si potrebbe fare, «ma a quanto pare noi siamo tassisti di serie B, esclusi da un circuito di trasporto pubblico non di linea che a Cagliari potrebbe funzionare decisamente meglio se solo ci consentissero di lavorare», ribadisce Nicola Frongia, di Taxi Amico.







