Un quadro preoccupante, nel quale la criminalità organizzata continua a mutare pelle mentre cresce l’indifferenza della società e la politica fatica a dare risposte adeguate. È il ritratto tracciato dal presidente della Commissione regionale Antimafia, Antonello Cracolici, durante la presentazione all'Assemblea regionale siciliana della relazione annuale sull’attività della Commissione relativa al 2025. Secondo Cracolici, uno degli aspetti più allarmanti è il ritorno dell’idea che con la mafia sia possibile convivere. Un fenomeno che, a suo giudizio, rischia di abbassare la soglia di attenzione dell’opinione pubblica e di indebolire la cultura della legalità costruita negli ultimi decenni. A questo si aggiunge il crescente consumo di sostanze stupefacenti, che alimenta un mercato sempre più florido. «In Sicilia – ha affermato – ogni giorno 15 mila persone si alzano per lavorare nel mercato della droga. Non esiste un’azienda nella nostra regione con così tanti dipendenti». Un’affermazione con cui il presidente dell’Antimafia ha voluto evidenziare il peso economico del narcotraffico, definito il principale motore finanziario delle organizzazioni mafiose. Cracolici ha inoltre posto l’accento sulla crescente fascinazione esercitata dalla criminalità tra i più giovani.