«La Sicilia è stata la prima regione italiana a istituire negli anni Novanta il fondo anti-usura, ma da due anni è stato azzerato perché inutilizzato. Ho chiesto al Presidente della Regione siciliana Renato Schifani di ripristinare il fondo per dimostrare la presenza delle istituzioni e dare coraggio collettivo a chi ha subito intimidazioni». Lo ha detto Antonello Cracolici, presidente della commissione Antimafia dell’Ars, organismo che nel pomeriggio si è riunito pubblicamente nel quartiere Sferracavallo di Palermo, dove si sono registrati numerosi atti intimidatori ai danni delle imprese. Un appello a cui ha risposto il presidente Renato Schifani: «Il capitolo anti-usura era vuoto per mancanza di istanze, ma abbiamo già dei fondi a disposizione. Negli anni Novanta Palermo si ribellò in modo spontaneo e naturale con i lenzuoli bianchi, mi auguro che oggi quel gesto possa ripetersi. La giornata di oggi non deve rimanere isolata, dobbiamo fare sistema per dire no alla delinquenza. Siamo davanti a una dinamica nuova contro la quale servono misure nuove». Nell’atrio dell’istituto comprensivo Sferracavallo-Onorato in prima fila l’imprenditore Tommaso Dragotto, la cui azienda ha subito il danneggiamento di numerose autovetture per un rogo doloso, il presidente Schifani, il sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il prefetto Massimo Mariani, il presidente del Tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini, il componente della commissione nazionale Antimafia Giuseppe Provenzano (Pd), la segretaria provinciale del Pd Teresa Piccione. In platea anche Andrea Testaverde, titolare del ristorante Al Brigantino colpito un mese fa da alcuni colpi di arma da fuoco, alcuni sindaci del comprensorio, il presidente di Sicindustria Luigi Rizzolo, la vicepresidente di Confcommercio Patrizia Di Dio, consiglieri comunali e di circoscrizione, il parroco don Francesco Di Pasquale. «Agli imprenditori dobbiamo delle risposte - ha sottolineato il prefetto Mariani -. Stiamo intensificando i servizi a Sferracavallo e in altri territori critici. Questi gaglioffi però non controllano Sferracavallo e siamo al lavoro per buttarli fuori. Il nostro impegno è massimo e con la gente di Sferracavallo le risposte arriveranno, non ci fermeremo finché questi delinquenti saranno in circolazione». «Dobbiamo puntare sulla rigenerazione urbana e sociale - ha osservato il sindaco di Palermo Roberto Lagalla - abbinandola a quella culturale rivolta alle giovani generazioni che devono scegliere la libertà e non la mafia».«Se a Palermo le regole non vengono rispettate nel cuore della città, come ai Quattro Canti, figuriamoci nelle periferie. A Sferracavallo c'è paura, anche per fare una passeggiata serale». Lo dice don Francesco Di Pasquale, parroco di Sferracavallo, che ha preso parte alla seduta della commissione Antimafia nella borgata palermitana. «Oggi non ho sentito parlare del lavoro che bisogna fare sulle giovani generazioni, oratori e parrocchie sono presidi del territorio ma non bastano», aggiunge.
Palermo, la commissione Antimafia si riunisce a Sferracavallo
«La Sicilia è stata la prima regione italiana a istituire negli anni Novanta il fondo anti-usura, ma da due anni è stato azzerato perché inutilizzato. Ho chiesto...














