<p>L’Italia sta entrando in una nuova fase, nella quale il problema centrale sarà trovare le risorse per <strong>tornare a investire</strong>.

A differenza del governo <strong>Conte</strong>, che lasciò in eredità 200 miliardi di risorse del Pnrr, il governo <strong>Meloni</strong> consegnerà al prossimo esecutivo una doppia camicia di forza: un Patto di stabilità che restringe fortemente gli spazi fiscali e l’impegno assunto in sede Nato di aumentare sensibilmente la <strong>spesa per la difesa</strong>.

Due vincoli destinati a comprimere fortemente i margini di bilancio disponibili per crescita, infrastrutture, innovazione e politica industriale. </p> <p> </p> <p>Naturalmente occorrerà lavorare per modificare questi vincoli.

Ma all’Italia serviranno immediatamente <strong>nuovi strumenti </strong>capaci di mobilitare le grandi risorse finanziarie già presenti nel Paese e indirizzarle verso <strong>investimenti produttivi</strong>. </p> <p> </p> <p>È con questo obiettivo che abbiamo depositato al Senato, a mia prima firma, una proposta di legge per istituire un <strong>Fondo Sovrano Nazionale</strong>, con l’ambizione di mobilitare almeno 100 miliardi di euro di investimenti.

L’Italia dispone infatti di quelle che considero le nostre vere “terre rare”: un importante patrimonio pubblico e uno straordinario stock di <strong>risparmio privato</strong>.