Una fiscalità “più equa”, un piano straordinario di investimenti per managerializzare il 10% delle piccole e medie imprese in dieci anni, e un sistema pensionistico “che non penalizzi chi ha contribuito tantissimo alla sostenibilità del welfare pubblico italiano”. Il presidente di Federmanager, Valter Quercioli, si è rivolto direttamente al governo quando dal palco dell’Auditorium della Conciliazione, a Roma, nel corso dell’assemblea nazionale dedicata agli 80 anni della Federazione, ha illustrato tre richieste descritte come “prioritarie”. Il messaggio, sempre indirizzato all’esecutivo, è stato, infatti, ribadito in modo chiaro: per l’associazione c’è bisogno di “risorse concrete”. Dalla politica industriale del Paese alla valorizzazione del dialogo tra generazioni - cinque al lavoro, attualmente, come è stato ricordato - tutti temi che sono stati al centro degli interventi istituzionali che si sono susseguiti nel corso della mattinata. Per l’associazione manageriale è necessario però “fare di più”. Ed è per questo che Quercioli, nel suo appello al governo, ha sottolineato l’importanza non di “interventi spot”, ma di “una visione di lungo periodo che tenga insieme industria, impresa, lavoro, fiscalità e welfare e che integri le politiche industriali, le politiche del lavoro e le politiche fiscali”. Da qui la richiesta anche di “un programma pluriennale di politica industriale” che punti a quella managerializzazione auspicata dal palco dell’Auditorium e che “metta in campo risorse concrete”: 8-10 miliardi di euro. Su 370mila imprese industriali, 20mila sono quelle managerializzate e che vedono quindi la presenza o la guida di un manager professionista: il 5%. Arrivare al 10% è “la vera sfida che noi poniamo alle istituzioni come misura di politica industriale per darci davvero un futuro che può dare anche ai nostri giovani delle prospettive”, ha aggiunto anche il direttore generale di Federmanager, Mario Cardoni. E proprio le nuove generazioni sono state al centro, tra le altre cose, dell’intervento in videomessaggio del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso: “il ricambio generazionale nelle aziende rappresenta uno dei nodi piu critici e strategici per il futuro delle imprese italiane", ha fatto sapere. Quanto alla fiscalità “più equa”, inserita tra le principali richieste rivolte all’esecutivo, il presidente ha ricordato che “la progressività fiscale è un principio giusto” ma “non può trasformarsi in esponenzialità irragionevole". A suo parere infatti "quando il 5% dei contribuenti paga il 43% dell'Irpef, non siamo più in un sistema progressivo, ma in un sistema sbilanciato”. Secondo Quercioli, infatti, seppur la ‘coperta sia corta’, “non possono restare scoperti sempre gli stessi".
Federmanager, governo dia risorse concrete, 8-10 miliardi - Economia - Ansa.it
"Serve un programma pluriennale di politica industriale che punti a orizzonti di crescita e managerializzazione, con una visione di lungo respiro che metta in campo risorse concrete, quegli 8-10 miliardi di euro che servono davvero per potenziare il motore... (ANSA)






