Per "la prossima manovra noi stiamo cominciando a lavorare insieme al governo in questi giorni, devo dire la verità abbiamo anche tra poche ore incontri per ragionare proprio sul fatto che stanno finendo tutti gli incentivi che oggi ci sono".
Lo ha detto Emanuele Orsini, che ha ribadito come siano "in scadenza una serie di misure" e gli industriali chiedono ulteriori "misure per 8 miliardi per sostenere l'impresa". "Industria 4.0 sta finendo, Industria 5.0 sta finendo, Zes unica e anche il credito d'imposta su ricerca e sviluppo stanno finendo", ha aggiunto a margine dell'assemblea pubblica di Confindustria Emilia Area Centro.
"La crescita di questo Paese - prosegue Orsini - non si fa migliorando l'Irpef". "Ovvio che il tema dei salari è sempre stato per noi un tema, non lo si incrementa facendo un taglio dell'Irpef ma facendo i contratti di produttività". Per Orsini è importante non fare "un taglio di una volta all'anno" ma "mettere al centro l'industria e l'impresa che comunque può produrre di più, può guadagnare e distribuire le ricchezze. Io credo che quella sia la via".
"Sul fatto che Trump voglia portare le aziende europee negli Stati Uniti mi sembra chiaro e che l'abbia anche scritto negli accordi. Da rappresentante delle imprese italiane mi sembra una follia, noi abbiamo bisogno che l'Europa tenga le proprie aziende in Italia e in Europa". Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, denunciando il rischio di delocalizzazioni legate ai dazi Usa. "Sembra che facciamo di tutto per farle andare via". Penso al farmaceutico", ha aggiunto Orsini che auspica che l'Europa venga messa in condizioni di "poter competere" a confronto "con due colossi" come Cina e Stati Uniti "che parlano con un tweet e decidono in un giorno, mentre noi solo per parlare con i 27 Paesi ci mettiamo una settimana". "Con i dazi al 15% usciamo da una impasse di incertezza, spiega Orsini che tuttavia lancia un allarme per il rischio di svalutazione: "Stiamo sottovalutando la svalutazione dollaro-euro - spiega - Le previsioni di qualche banca svizzera dicono che può arrivare al 20%. Il dazio vero diventa il 20%".







