Il loro grido di dolore, la loro fame di giustizia, sono arrivati fino alla Camera dei Deputati. «Negli ultimi giorni di vita Domenico sembrava un giocattolo, i medici ne parlavano come se non si trattasse di una vita umana» e da allora, fino a oggi, «nessuno dei medici coinvolti» in quella che la famiglia definisce una brutta pagina di sanità «ci ha chiesto scusa», «siamo stati presi in giro fino all’ultimo». Negli occhi e nelle parole di Patrizia Mercolino e del marito Antonio Caliendo resta ancora tutta la sofferenza per la perdita del loro bambino. Domenico, due anni e quattro mesi di sorrisi, giochi, abbracci e baci, è morto il 21 febbraio scorso all’ospedale Monaldi di Napoli, dopo 60 giorni di agonia iniziati con il trapianto di un cuore funzionante ma arrivato congelato in sala operatoria. Quella storia è scritta nel libro “Un cuore bruciato. La tua storia. Per non dimenticare" (Piemme) che proprio stamattina – 28 luglio – è stato presentato alla Camera dei Deputati. «Questo libro è anche un motivo per conoscere Domenico, per non essere dimenticato: l'ho promesso a mio figlio che non verrà mai dimenticato non solo per quello che gli è successo, ma anche per quello che era per noi, per la nostra famiglia, per quello che è ancora - ha detto Patrizia -. Una mamma fa tutto per suo figlio, io non sono riuscita a salvarlo».
“Il mio Domenico trattato come un giocattolo, nessuno dei medici ci ha mai chiesto scusa”
Patrizia Mercolino, mamma del bimbo di 2 anni morto al Monaldi di Napoli in seguito a un trapianto fallito, presenta il suo libro alla Camera: “E’ un modo per …













