| 28 Luglio 2026 19:01 |

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(Adnkronos) – Due bombe a orologeria incombono sulla prossima legge elettorale, cosiddetto Melonellum, ufficialmente approdato in Senato. La prima, incalzante sul fronte tempo, è il ricorso tuttora pendente alla Cedu (promosso dal radicale Mario Staderini contro il sistema elettorale Rosatellum attualmente in vigore) che potrebbe indurre la Corte a recepire ufficialmente il principio di stabilità della legislazione elettorale elaborato dalla Commissione di Venezia (organo consultivo del Consiglio d’Europa), secondo cui gli elementi fondamentali della legislazione elettorale non possono essere modificati nell’anno che precede le elezioni, quindi dopo il 13 ottobre 2026. La seconda è il ricorso in Cassazione dell’avvocato di Messina Enzo Palumbo contro la Presidenza del Consiglio dei Ministri, su sette possibili profili di illegittimità costituzionale contenuti nel Rosatellum. Tra questi, spicca il divieto agli elettori di voto disgiunto che è tra l’altro ancor più problematico nel Melonellum, a causa della parte premiale blindata e della proposta emendativa sulle preferenze fortemente voluta dalla Premier nonostante il no di Forza Italia.